martedì 28 novembre 2006

FARSOPOLI (PARTE 1) - LE TRAME


Chi di noi non ha prestato attenzione durante l'estate alle vicende di "Calciopoli"? Le note vicissitudini extracalcistiche hanno coivolto numerosi personaggi del mondo del calcio italiano ma soprattutto alcuni noti dirigenti di grandi squadre italiane, Juventus su tutte. Tutto partì, lo ricorderete, dalle intercettazioni telefoniche nelle quali Luciano Moggi, Direttore Generale della Juventus F.C., fu ascoltato dialogare con Paolo Bergamo, designatore arbitrale. Lo scandalo fu enorme perchè stando ai regolamenti è fatto divieto ad un dirigente di primo livello di poter interloquire con arbitri o dirigenti federali soprattutto argomentando degli arbitri stessi. Già...perchè il fatto è che Moggi stava parlando effettivamente di griglie arbitrali e di come lui le avrebbe organizzate! Fatto assolutamente fuori luogo, questo, perchè anche se Moggi non ha mai espresso (intercettazioni alla mano) la volontà di farsi favorire da chissà chi, rimane evidente come non sia accettabile che un DG di una grande Società calcistica si permetta di suggerire lui ad un dirigente federale i componenti della griglia arbitrale stessa. Ciò che ne nasce come paradigma è la consapevolezza ormai accertata che Luciano Moggi fosse diventato, grazie alla sua nota abilità nel tessere rapporti di dare-avere proficui un pò per tutti, un personaggio praticamente onnipotente nel mondo del calcio italiano; cosa che sbilanciava davvero eccessivamente i rapporti di forza tra Società di calcio soprattutto in fase di calciomercato (e non è un caso che per queste ragioni la vicenda di Calciopoli sia stata da molti ribattezzata come "Moggiopoli"). Luciano Moggi, dunque, parlava con Paolo Bergamo, parlava con altri dirigenti che gli chiedevano aiuti di non meglio precisata entità (il caso più clamoroso è certamente quello del patron della Fiorentina Diego Della Valle, lui si intercettato mentre richiede esplicito aiuto arbitrale) e parlava millantando conoscenze di prestigio, affermando di avere ottimi rapporti con l'arbitro De Santis e dichiarando che il presidente della S.S. Lazio, Claudio Lotito, si sarebbe preso Miccoli (all'epoca un giocatore bianconero) "zitto e mosca". Pazienza se poi i fatti dimostrarono che Miccoli alla Lazio non ci andò mai, rimane la questione che ognuno di questi elementi ambigui certamente non gioca a favore dell'ex DG bianconero. Ma attenzione, a guardar bene tra le righe, cosa si nasconde dietro le parole in questione? Cosa si cela dietro gli esiti di un processo tanto farsesco quanto fuori da ogni logica di principio costituzionale e sportivo? I nostri lettori devono sapere che nel Codice di Giustizia Sportiva esistono due tipi di articoli particolarmente attinenti alle vicende di "Calciopoli": l'art. 1, inerente la SCORRETTEZZA SPORTIVA, e l'art. 6, inerente l' ILLECITO SPORTIVO. Solo quest'ultimo tratta di colpe gravi quali la manomissione dei match, cioè il loro "taroccamento", e costa la retrocessione di ufficio per una o più categorie! L'art. 1, invece, consta solo di irregolarità dovute a deviazioni formali dal percorso legale stabilito dal Codice Sportivo, di irregolarità varie dovute, insomma, ad un atteggiamento "scorretto" che tuttavia non si rifà ad "illeciti" veri e propri e di conseguenza costa multe e penalità varie che non coimportano assolutamente la retrocessione del club in questione. Ebbene. Dopo processo di prima istanza e appello, la Juventus è stata condannata alla serie B con 17 punti di penalità (ridotti a 9 dopo l'arbitrato CONI) SENZA che sia mai stato comprovato il falsamento di un solo match! Nemmeno uno! E senza che sia mai stato comprovato nemmeno il tentativo di falsamento di un match! Udite, udite...non esiste una sola intercettazione che ascolti Luciano Moggi accordarsi con chi che sia per "preparare" l'esito di un incontro. Ad affermarlo tra l'altro, ed è un dato essenziale, è stato il giudice di Corte di Appello, Piero Sandulli e non un dirigente juventino. Ma non finisce qui! Uno dei giudici di prima istanza lasciò il dibattimento perchè, testimoniò, la corte non aveva la necessaria serenità di giudizio mentre un altro dei giudici, così fu riportato dai giornali, affermò alla fine del processo che la decisione di colpevolezza della Juventus F.C. in base all'art. 6 (cioè quello senza prove di illecito) fu presa anche considerando il malcontento popolare! Ora, a parte queste terrificanti constatazioni di malgiudizio e scarsa imparzialità che già da sole basterebbero ad annullare un qualsiasi processo del mondo (e si noti...per formalità di regolamento nei processi sportivi in questione la difesa non potè portare registrazioni o testimoni a sua discolpa come invece voleva giustamente fare l'arbitro Massimo De Santis, condannato anch'esso) c'è da notare come il 90% degli arbitri buttati nel fango della vicenda "Calciopoli" soprattutto con l'accusa di essere dei "killer" prezzolati di Luciano Moggi siano stati ASSOLTI. Tutti! Tranne il già citato De Santis, condannato per il match Lecce-Parma (non Juventus contro chissà chi) e sulla sola base di alcune dichiarazioni di certi giocatori in campo quel giorno! Risulta ovvio chiedersi come potesse "acchittare" i match Luciano Moggi se gli arbitri sono stati poi tutti assolti! Col solo De Santis? Cui tra l'altro non è stata data la possibilità di difendersi seriamente in aula? A proposito di "magagne arbitrali", Luciano Moggi fu giustamente tartassato per aver chiuso a mò di protesta l'arbitro Paparesta negli spogliatoi di Reggio Calabria al termine dell'incontro Reggina-Juventus, match nel quale la Juventus perse a causa di numerose ed evidenti sviste arbitrali. L'episodio rimane odioso e certamente perseguibile (a questo proposito Paparesta fu squalificato per alcuni mesi per non aver deferito Luciano Moggi) ma vogliamo far finta di non vedere come il fatto in sè dimostri l'esatto opposto di quanto ventilato dall'opinione mediatica? Moggi si arrabbiò perchè la Juve quel match lo perse e lo perse per errori arbitrali subiti. Sarebbe accaduto se il dirigente bianconero avesse potuto "acchittare" i match? I dubbi aumentano...e non finiscono qui! Poichè, infatti, mancava l'appiglio legale per poter mandare la Juventus in serie B, in quanto la violazione dell'art.6 non era comprovabile in alcun modo, si è arrivati allo scandalo maggiore; la corte ha creato a bella posta un reato sino a quel momento inesistente nel Codice Sportivo, solo per poter giustiziare la Juventus: l' "Illecito Strutturato". Un illecito, cioè, che fosse costruito sulla traccia dei rapporti di potere, certamente collusi, con Federazione e organismi vari, intessuti da Moggi e, conseguentemente, sfruttati dalla Juventus. E chi se ne importa, ovviamente, se tutto questo non esisteva nel Codice di Giustizia Sportiva e se lo stesso Presidente della Corte Costituzionale dello stato italiano si pronunciò sulla questione affermando che si trattava di un "aborto giuridico". Tali rapporti, formalmente scorretti, erano tali e tanti, ha detto la Corte di Giustizia Sportiva, da poter essere accomunati ad una vera e propria violazione dell'art. 6. In pratica...lo status creato dalla violazione di vari art. 1 era paragonabile per gravità alla violazione dello stesso art. 6. E chi se ne importa se questa interpretazione sia stata basata su di un neologismo leguleio INESISTENTE (ricordiamolo) nel Codice Sportivo stesso. Ma parlavamo di Paolo Bergamo; ebbene, l'ex designatore arbitrale ha affermato che le conversazioni sulle griglie arbitrali lui le svolgeva spesso con tutti gli alti dirigenti delle grandi Società poichè era frequente che tutti loro avessero da raccomandarsi che gli fosse assegnato un arbitro tra i più bravi. I nomi fatti da Paolo Bergamo in tal senso erano in particolare quelli di Della Valle, Lotito, Galliani, Sensi e soprattutto Giacinto Facchetti, celebre presidente dell'Inter FC con cui il designatore si intratteneva spesso a cena, mogli al seguito, anche parlando di arbitri e abbinamenti (NB: a questo proposito andrebbe capito perchè nessuno mai, tantomeno l'ufficiale Auricchio, ha indagato sulle dichiarazioni del guardialinee Coppola - che ha dichiarato che gli fu chiesto di cambiare arbitrale il referto in modo da salvaguardare l'Inter - e sulla posizione dell'ormai ex arbitro Danilo Nucini, il quale ha ammesso di aver preso accordi con Facchetti dell'Inter per fare attività di spionaggio nel sistema, in cambio - cosa da illecito sportivo dichiarato - di un posto di lavoro che l'Amm. Delegato interista Paolillo avrebbe dovuto trovargli a fine attività). Tali nomi non sono MAI stati analizzati dalla Magistratura Sportiva tanto che quando lo stesso Bergamo ha chiesto di verificare tutte le intercettazioni che lo riguardavano (migliaia) e non solo quelle poche decine registrate assieme a Moggi, i Carabinieri hanno risposto ufficialmente che non erano più reperibili perchè erano andate...perse! Sono fatti, signori miei, sono terrificanti "coincidenze" che molti dei falsi moralisti dei media fingono di non conoscere. Tutto questo, si badi bene, non vuol dire affatto che Luciano Moggi fosse totalmente innocente delle colpe ascrittegli nè che la Juventus F.C. non dovesse pagare il giusto come regolamento recita (la responsabilità oggettiva di un alto dirigente in violazioni varie provoca condanne anche al club da egli amministrato) ma vuol dire che, regole e principi di giustizia alla mano, la Juventus NON dovesse pagare con la B visto che non esisteva prova alcuna che il DG bianconero avesse falsato partite a favore della Juventus nè avesse tentato di farlo. Una buona dose di punti di penalità sarebbe bastata, insomma, magari con l'aggiunta di pesanti squalifiche nei confronti di Luciano Moggi e Antonio Giraudo. Ma eeterminate creazioni anticostituzionali, ben coperte dall'utile movimento antijuventino di buona parte delle tifoserie italiane, portarono invece a scelte ben diverse. Infine. Last but not the least, alla Juventus, è bene ricordarlo, sono stati cancellati d'ufficio ben due scudetti per le motivazioni sopra espresse (ergo con pesanti dubbi sul modus operandi della Giustizia Sportiva) ma solo uno di essi era sotto processo (quello della stagione '04-'05)! Come si può togliere ad una Società di calcio uno scudetto (l'ultimo) che nemmeno era sub-iudice? Le risposte...nella seconda parte.

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