martedì 29 marzo 2011

LA PAURA ED IL BUON CUORE



Mentre l'apocalisse nipponica riattiva la conta dei suoi morti, che contando i cittadini ufficialmente ancora dispersi dovrebbe arrivare a circa 27.100 e mentre il reattore numero due della centrale di Fukushima continua a dare problemi gravissimi, tanto da rilasciare plutonio nelle proprie vicinanze e confermando quindi la parziale fusione delle sue barre di combustibile radioattivo, a noi di questa umile e rispettosa taverna non resta che riprendere il filo del discorso interrotto molti giorni fa e riguardante, manco a dirlo, lo Yaocho.

Ebbene, i colloqui con la speciale Commissione Investigativa parallela al Kyokai, coadiuvata dal signor Ito, sono ripresi da giorni e contano diverse sorprese: innanzitutto ci sono notizie informali che paiono rassicurare i tifosi sul fatto che almeno il Nagoya-Basho dovrebbe essere organizzato senza problemi. Resta da vedere, dunque, se lo stesso avverrà per il prossimo Natsu-Basho di maggio. Inoltre c'è una sequela di nomi di cui trattare novità. Il primo a riaprire la diatriba sul caso Yaocho è stato, in questi ultimi giorni, l'Oyakata Onoe, il quale ha scritto al signor Ito affermando che se ci sono sospetti riguardanti qualcuno della propria Heya, fosse anche il Shisho medesimo, lui dovrebbe poterlo sapere per poter organizzare una giusta difesa dei propri affiliati. Nella Onoe, infatti, risultano ben tre indagati da parte della Commissione Speciale sul Sumo ed essi sono Yamamotoyama, il pesantissimo rikishi ormai retrocesso tra i Makushita causa infortunio, Shirononami e Sakaizawa. Onoe ha spiegato che allo stato attuale non ci sono prove reali a carico dei suoi rikishi, ragion per cui la propria Heya e quelle dei suoi colleghi chiedono che vengano usate solo prove reali a carico dei vari lottatori, perchè diversamente non si accetteranno punizioni, o peggio espulsioni, per rikishi di cui si parla senza elementi probanti.

Ieri, per altro, il Juryo Kyokunankai ha preso la parola per negare fermamente la sua colpevolezza in riferimento allo Yaocho ma ha anche spiegato di rimettersi completamente nelle mani del Kyokai per ciò che concerne la volontà di punire chicchessia, si spera - dice il rikishi della Oshima-Beya - dopo aver provato le eventuali accuse.

Molto più pesante la posizione di altri lottatori famosi. Dopo che il Kyokai, difatti, ha spiegato pubblicamente che le punizioni dei rei confessi saranno più lievi rispetto a quelle di coloro che negheranno nonostante le prove contrarie, i due Makuuchi Mokonami e Shimotori hanno ammesso ieri di aver organizzato degli Yaocho, cosa che ha provocato l'immediata investigazione anche nei confronti dei loro Oyakata. La colpevolezza di Mokonami e Shimotori, dunque, pare assolutamente certa, così come paiono seriamente indiziati Wakatenro e Kyokunankai, questi ultimi  indagati ma mai rei confessi - ed altri rikishi ed Oyakata delle scuderie Hakkaku, Tokitsukaze, Tatsunami, Kokonoe, Kise, Isegahama e Kasugano, per un totale di 30 elementi indiziati e prossimi, si dice, ad una punizione da parte del Nihon Sumo Kyokai. Anche per Koryu, infine, iniziano a muoversi le ombre del sospetto, cosa che per altro porta a quasi 40, compresi i colpevoli accertati del primo momento (da Kiyoseumi a Chiyohakuho, dal Sandanme Enatsukasa all'ex rikishi Kasuganishiki, ora Oyakata Takenawa, per non parlare dei sospettati Shotenro ed appunto Koryu) i personaggi coinvolti nel grande scandalo del Sumo.

Una nota in calce. Gli europei Baruto e Kokkai, dopo aver chiesto inutilmente di poter lasciare il Giappone all'indomani della catastrofe nucleare di Fukushima, si sono incontrati il giorno 26 marzo alla stazione edonese di Shinbashi per raccogliere fondi da destinare ai bambini coinvolti nel sisma giapponese (nella foto). I due campioni hanno raccolto 567.000 Yen ed hanno distribuito doni per i bambini accorsi a vederli. In particolare ha incuriosito la posizione del georgiano Kokkai, probabilmente retrocesso tra i Juryo nel prossimo torneo, il quale pare venga chiamato da qualche giorno circa 20 volte al dì dalla preoccupatissima madre, che gli chiede di scappare dal Giappone per tornare a casa, evitando così il pericolo radioattività. Kokkai ha spiegato che ciò accade per via del triste ricordo di Chernobyl ma che comunque bisogna farsi forza ed industriarsi per aiutare la gente colpita da tale disastro. Baruto, invece, ha aggiunto che ogni Natale lui e la sua famiglia spediscono doni ai bambini orfani d'Estonia, ragion per cui si rende ben conto, l'Ozeki, di cosa voglia dire una catastrofe di queste proporzioni. Baruto ha concluso augurandosi che la nazione giapponese rialzi subito la testa e sappia farsi forza.

2 commenti:

Andrea ha detto...

Grazie per la finestra che apri sul giappone dando notizie e non lanci d'agenzia! :)

Pippooshu ha detto...

Grazie a te che mi leggi con regolarità. Il sumo, del resto, è un mondo così affascinante e chiuso che merita bene un aggiornamento. ;)