sabato 16 dicembre 2006

L' ESTATE DI KIKUJIRO


Terza recensione, terzo capolavoro di Kitano! A costo di essere monotono voglio parlarvi di quello che a mio avviso è il suo film migliore per misura e sensibilità artistica. Si tratta di un'opera surreale vagamente sconveniente ma certamente di buon stile e pregio.

L'ESTATE DI KIKUJIRO (Kikujiro no natsu. Giappone, 1999): di Takeshi Kitano.

Lo yakuza di quartiere Kikujiro (Kitano) decide di accompagnare il piccolo Masao (Yusuke Sekiguchi) in cerca della madre. Per evitargli una brutta delusione, però, Kikujiro cercherà di distrarre il bambino con una serie di giochi folli e una strana congrega di comparse viandanti. Il film scivola via con una tempistica miracolosa nella scelta delle gag e dei personaggi ma l'aspetto malinconico che caratterizza sempre i film di Kitano non si perde mai, pur senza scadere nel sentimentalismo più artificioso. Grazie a immagini pulite, un grande amore per la spensieratezza infantile e pur privo di facili nostalgie, il film riporta elogi personalissimi verso l'aspetto ludico e semiparodistico della vita che in definitiva possono risultare abbastanza caratteristici del "nichilista" Kitano, almeno per chi conosce e ama il suo cinema, e questo anche se la morte e il dolore che ne fanno da contraltare rimangono incombenti pur standosene sempre fuori campo. Musiche, bellissime, di Joe Hisaishi.

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