venerdì 8 dicembre 2006

LA CARICATURA DI UN INDUSTRIALE

Quando è nato questo blog avevo pensato che parlare di politica e attualità sarebbe stato poco auspicabile. In una taverna ci si rilassa e ci si rifocilla...non ci si perde certo in attacchi di bile! Ma poi, riflettendo...insomma, non si può certo negare che certi discorsi sorgano spontanei proprio a tavola. E allora quest'oggi, e spero solo per quest'oggi, nasce forte la voglia di fare un appello pubblico. Un appello ad un noto personaggio della vita politico-economica di questo Paese: Luca Cordero di Montezemolo. Vorrei suggerire a questo signore di tacere. Così...semplicemente. Non passa giorno che Montezemolo, infatti, non se ne esca con qualche appello populista di stampo grandindustriale. Mai un'autocritica, mai una riflessione seria...solo propaganda strumentale e delle più bieche. Sia chiaro, nessuno si aspetta che Montezemolo parli a favore del proletariato ma che almeno eviti di fare certe sparate. La frase in questione, di questi giorni, è la seguente: "L'Italia è un popolo di fannulloni. Metà del Paese produce, l'altra metà si lascia trascinare". Ora...qui non si tratta semplicemete di un luogo comune o di una frasetta pubblicitaria. Non si tratta di una denuncia di pubblica utilità. Qui si tratta di una notevole dose di faccia di bronzo. Qui si parla di ipocrisia totale. Dobbiamo ricordare al signor Montezemolo che non è certo lui l'esempio vincente della nuova (o pseudotale) industria italiana? Non ricorda, per caso il siur Montezemolo, i fischi delle assemblee confindustriali ove proprio i giovani industriali protestano contro la sua guida egoista e ben poco credibile? Questo veteroindustriale cresciuto e pasciuto grazie agli aiuti di Stato ottenuti dietro al ricatto della cassa integrazione di massa! Questo esempio di industrializzazione decadente! L'uomo che parla di produzione ma si dimentica di aggiungere che lui produce all'estero sfruttando la manodopera a basso costo di popolazioni dell'est europeo o del continente asiatico...e chi se ne frega del proletariato italiano che poi innaffia a sproposito con le sue morali di quart'ordine. L'uomo che moraleggia sulla pelle di lavoratori tartassati da contratti di assoluto precariato che gente come lui ha voluto e si batte per mantenere allo stato attuale! E dopo tutto ciò si dimentica, costui, della vergognosa politica salariale che alimenta a stento milioni di lavoratori dipendenti, tartassati già del loro da una tassazione al limite del paradossale? Già...le tasse...perchè non nascondiamoci che ad evaderle non sono certo i lavoratori dipendenti, che se le vedono trattenute in busta paga, bensì i ceti produttivi come il suo e quello dei commercianti vari. Comodo fare e disfare al contempo magari sfruttando le connivenze di una Triplice sempre più inutile e sempre più garante di se stessa e dei propri baroni, vero? Così non va, caro Montezemolo. La politica che produce è la politica che innova, non l'industria scadente che gli aiuti per innovare le infrastrutture e le apparecchiature se li mette in tasca per reinvestirli nella finanza. La politica che produce è quella liberale che aumenta la concorrenza e abbassa i prezzi, non quella che intrallazza per tenere in piedi i propri privilegi decadenti, alla faccia degli stessi giovani di Confindutria e magari con l'aiuto di qualche politico amico e colluso (vero Prodi?). L'Italia che produce è quella che paga bene i lavoratori con contratti flessibili, non quella che paga da fame i dipendenti con contratti precari (vero Berlusconi?). Tutti questi sono ormai dati di fatto ben noti, signor Montezemolo...ragion per cui la prego, la imploro...eviti ancora di propinarci la sua falsissima morale. Lei non ha le qualità nè il passato fattuale per cantarci le lodi della sana industria italiana e della sua fiorente produzione. In parole povere: Montezemolo, si vergogni un pochino, se le riesce.

Nessun commento: