venerdì 1 dicembre 2006

FARSOPOLI (PARTE 3) - IL TRADIMENTO

La domanda è semplice. Cosa ha fatto la Juventus F.C. per tutelare se stessa di fronte alla gravità di tali accuse? E cosa ha fatto la proprietà bianconera? E' con un certo imbarazzo che dobbiamo rispondere: nulla. Eh già, perchè la rimozione di Luciano Moggi (e quella susseguente di Antonio Giraudo) dalla dirigenza bianconera hanno lasciato gran parte del popolo bianconero senza parole. Risulta di tutta evidenza come la proprietà abbia inteso mandare un segnale di distaccamento dalle vecchie abitudini dirigenziali di Moggi & Co, questo si, ma per farlo era doveroso accettare tutte le accuse ascritte al vecchio DG e alla Juventus F.C. o si potevano intavolare difese mediatiche e giudiziarie di maggiore livello? Purtroppo ci sono molti elementi che lasciano presupporre che una difesa più efficace poteva essere tentata.

Innanzitutto ci si chiede, e si chiede al nuovo Amministratore Delegato bianconero Giovanni Cobolli Gigli perchè, nonostante le accuse di illecito in relazione alla violazione dell'art.6 del Codice di Giustizia Sportiva fossero così deboli, la Juventus non ha mai inteso difendersi con la durezza che i mancati fatti gli permettevano e perchè la stessa proprietà non ha mai tentato una difesa mediatica decente? Sin dal primo momento, infatti, la Juventus ha praticamente deciso di abbandonare al suo destino Luciano Moggi e Antonio Giraudo per poter lanciare la Società in una nuova era. Incaricato di difendere i bianconeri di fronte ai giudici è stato l'avvocato Cesare Zaccone, longa mano della famiglia Agnelli e degli Elkann, il quale ha chiesto...che la Juventus finisse in B! Avete capito bene: l'avvocato difensore della Juventus ha chiesto ripetutamente, durante il processo, che la Juve fosse retrocessa in B ma non in C perchè il disastro finanziario che ne sarebbe derivato avrebbe ucciso il club. Il chiarimento in proposito ci rivela che di fronte allo stupore della tifoseria l'avvocato Zaccone disse di aver chiesto la B per la Juventus perchè aveva "letto negli occhi del giudice" la volontà di mandarla in C. Zaccone, insomma, non ha mai voluto negare che la Juventus avesse commesso illeciti e falsamenti di vari match (nonostante ne mancassero le prove fattuali!) Ma si è di fatto appellato alla clemenza della corte in modo da "limitare" i danni (come se la B con 2 scudetti in meno fossero danni "minori" N.d.A.). Una pseudostrategia si ridicola avrebbe gettato nella frustrazione qualunque proprietario (e qualunque azionista...che ha il dovere di battersi per impedire simili tracolli) ma non gli Elkann che invece hanno affiancato Zaccone in questa battaglia verso la condanna. Certo, tutto ciò potrebbe sembrare una semplice supposizione, magari tradita dalle dichiarazioni dello stesso Zaccone secondo le quali poteva criticare tale atteggiamento "difensivo" solo chi non aveva letto le carte accusatorie; peccato, però, che fu lo stesso giudice d'appello Piero Sandulli ad affermare che non esistessero prove reali di illecito sportivo perpetrato dalla Juventus e peccato anche che l'evidente illecito con cui sono state ottenute le famose intercettazioni avrebbe potuto invalidare il processo secondo le tesi argomentate della stragrande maggioranza degli avvocati intervenuti per prestare opinioni professionali sulla questione! Già...invalidare il processo...o quantomeno appellarsi contro tali mostruosità secondo un organo di giustizia amministrativa, il TAR, assolutamente competente secondo quanto previsto dalla legge (la quale, ad oggi, ricordiamo non ha mai sentenziato che per la Giustizia Sportiva non possa essere interpellata una corte civile e, anzi, ha specificato l'esatto contrario). Nonostante i ripetuti appelli alla possibilità di ricorrere al Tar invece, e non fu la prima volta, la nuova dirigenza bianconera decise di tornare sui suoi passi per la paura di un aggravio della pena (che all'epoca era B con - 18) una penalità ulteriore che stando ai precedenti sarebbe stata di...2 o 3 punti al massimo! Più squalifica dalle coppe europee per un numero di anni non precisato, questo è vero. Il timore di Cobolli Gigli e della "mente finanziaria" bianconera Blanc era basato, infatti, sul fatto che il sistema calcio aveva più volte affermato che qualunque squadra avesse fatto ricorso fuori dalle sedi di Giustizia Sportiva (la quale consta di 4 gradi ma sappiamo che due di essi furono aboliti per Calciopoli da Guido Rossi) avrebbe ricevuto penalità e squalifiche varie, come accaduto al Genoa Calcio solo un anno prima di "Calciopoli".

Tuttavia, così come sole e luna non si incontrano mai nel cielo, così la Juventus avrebbe potuto stroncare tutte le velleità minacciose di FIGC e UEFA qualora il Tar gli avesse dato ragione...e con la possibilità concreta, tra l'altro, di rivolgersi persino alla Corte di Giustizia Europea di Bruxelles pur di sollevare le giuste e infinite obiezioni con le quali i bianconeri si sarebbero potuti difendere al meglio. Anzi. E' bene specificare che a prescindere dall'esito del ricorso al Tar, nessuno mai avrebbe potuto punire la Juve per esserci andata, visto che ricorrere al Tribunale Amministrativo è un diritto costituzionalmente riconosciuto per tutti e garantito, quindi, da possibili conseguenze penali per chiunque intenda impedirlo coattamente. Ebbene...quale legale avrebbe mai rinunciato a queste possibilità concrete? Uno lo fece: l'avvocato Zaccone, su mandato esplicito di Giovanni Cobolli Gigli, il quale affermò che stando al precedente del Trapani, appellatosi al Tar per ragioni di esclusione dal suo campionato di categoria, la Juventus F.C. era certa che il Tar avrebbe dato torto alla Juventus stessa. Un discorso privo di senso alcuno visto che le variabili in causa erano totalmente diverse e giocavano a favore della Juve (che, ricordiamolo, poteva contare persino sul vizio di legittimità delle intercettazioni stesse e della loro pubblicazione illegale, come affermato da Renato Miele, procuratore capo del CIP, Comitato Paraolimpico Italiano). Ancora: l'avvocato Ignazio Scuderi, che per il Catania aveva ottenuto e vinto un ricorso al Tar contro la FIGC, constatò che per la Juventus la vittoria al Tar sarebbe stata ancora più facile visti i presupposti. Ma non ci fu nulla da fare, Zaccone e la dirigenza continuarono a operare nel senso opposto a ciò che una normale difesa avrebbe lasciato presupporre finendo col non alzare MAI (dati alla mano) un solo atto ufficiale a contrasto della decisione giustizialista e becera della FIGC. Solo parole poi smentite da fatti in puntuale controtendenza. Fu così, del resto, anche per la revoca dei due scudetti bianconeri di cui uno era persino privo di giudizio formale ma che fu tolto al club torinese senza che Cobolli Gigli, rappresentante principale della Società in questione, facesse niente di concreto per fermare il clamoroso scippo. A parte il solito vociare vacuo e tendenzialmente ipocrita, s'intende.

Tutto questo risulta strano se si calcola che la Juventus F.C. era (ed è) un club quotato in borsa che, come tale, richiedeva l'obbligo di una difesa atta ad evitare danni patrimoniali e di bilancio che invece arrivarono puntuali una volta retrocessa. Mancati introiti pubblicitari (ricontrattati per grande difetto, come accaduto con la Tamoil) e mancate entrate Uefa dovute alla non partecipazione in Champions League hanno creato effettivamente un grosso deficit; deficit prima inesistente. A questo proposito, però, occorrerà soffermarci un momento sui dati più specifici di quest'ultima questione.

Poco dopo l'allontanamento di Moggi, il neodirigente Cobolli Gigli affermò che la Juventus F.C. aveva scoperto un grosso debito dovuto a particolari "maneggi" contabili di Moggi e Giraudo. Un debito tanto grande (si parlava di circa 40/50 mln di euro poi saliti a 80 nei mesi successivi) quanto improvviso e sbalorditivo vista la proverbiale rigidità con cui la Juventus veniva amministrata da Antonio Giraudo. Ma Antonio Giraudo forse raggirava il club bianconero...si iniziò a borbottare nei bar e nei corridoi dei locali italiani. Strano a dirsi che fosse, la magistratura ordinaria di Napoli iniziò un'indagine approfondita circa l'eventuale frode in bilancio della vecchia "Triade" che andò a spulciare sin nei più assurdi recessi del mercato bianconero (per dirne una...andarono a controllare pure l'acquisto del difensore Grando dalla Braccianese, avvenuto pochissimi anni prima) ma dopo alcuni mesi la chiuse con un nulla di fatto. La Juventus, dato dunque ufficiale, non aveva mai effettuato frode in bilancio. Ma allora...come si spiega l'allarme di Cobolli e degli Elkann, suoi datori di lavoro? Annotiamo innanzitutto quale sia il reale mestiere di Cobolli Gigli stesso: il personaggio in questione di lavoro fa il "liquidatore". Una parola che ha un suo specifico significato finanziario e che nel suo caso ha anche un precedente professionale di fama nella liquidazione della Rinascente. Ebbene, Giovanni Cobolli Gigli parlava si di un grosso debito ma sarebbe corretto gettare l'occhio su alcune sue operazioni in seno al club torinese assieme a Jean Claude Blanc, neo dirigente bianconero esperto in questioni di bilancio. Il giocatore francese Patrick Vieira, centrocampista di fama internazionale e vicecampione del mondo, era stato acquistato l'anno precedente da Luciano Moggi e Antonio Giraudo dal club inglese dell'Arsenal per 20 mln di euro. L'anno dopo, cioè quest'estate, Cobolli Gigli lo ha svenduto all'Inter di Moratti per 9,5 mln. E tutto ciò dopo un mondiale straordinario come quello in cui Vieira è stato per la Francia un leader di assoluto livello (con due reti importantissime all'attivo)! Ebbene: nei bilanci sportivi questo passivo è definito Minusvalenza perchè coimporta, per l'appunto, un passivo di circa 11 mln di euro rispetto alla quotazione del giocatore. Quotazione, si badi, che pesa nel bilancio del club. Ecco spuntare, dunque, un passivo effettivo dopo tanti falsi allarmi! Ma a commetterlo in questo caso è stato Cobolli Gigli, non Luciano Moggi e Antonio Giraudo che però ci hanno rimesso ugualmente visto che, udite udite, la cessione in minusvalenza di Vieira è stata ascritta dalla neodirigenza bianconera nel semestre di bilancio di Moggi e Giraudo e non in quello di loro stessi, come invece era nei fatti! E parliamo di un dato sottoscritto dal Sole 24 Ore. A queste sottoquotazioni se ne aggiunsero altre meno clamorose ma pur sempre considerevoli: Emerson, Thuram e soprattutto i campioni del mondo Cannavaro e Zambrotta, finiti in Spagna a cifre assolutamente minori rispetto al loro valore di mercato. Per non parlare di Ibrahimovic, che fu ceduto a prezzo certamente alto ma non coerente col maggiore valore del giocatore (ceduto anch'esso all'Inter...caso strano, visto che è l'Inter il club che si era mosso per additare la Juventus di illeciti con dichiarazioni ambigue come quelle che fece il tecnico Mancini mesi fa affermando che la Juve di lì a poco avrebbe dovuto dare spiegazioni di alcuni fatti!). Mutu? Un campione assoluto come lui fu ceduto per 7,5 mln alla Fiorentina. 7,5 mln per Mutu...come dire, vendere una Ferrari Testa Rossa al prezzo di una Fiat Croma. Per concludere: come si può spiegare tutta questa passività? Come si può spiegare questo tracollo quasi "ricercato" nei modi e nei fatti mancati? Nei mesi a seguire, ed è quasi questione di giorni attuali, la dirigenza bianconera ha continuato nel suo piano di totale ridimensionamento (sempre in controtendenza con le dichiarazioni passate che affermavano il contrario) perchè il tanto celebrato vivaio bianconero è stato dichiaratamente ridimensionato (per bocca dello stesso Blanc) il progetto di nuovo impianto sportivo in quel di Vinovo è stato bloccato e lo stesso è accaduto per il rinnovamente dello Stadio Delle Alpi, che doveva essere ricostruito sulle spoglie del vecchio Comunale, ma che invece è stato ridotto al semplice rifacimento dei...seggiolini! E i giovani prodotti del vivaio? Non si doveva, infatti, puntare sui giovani più promettenti? La politica condotta dal nuovo DS Alessio Secco (che in estate ha preso il solo portiere Belardi a paramento 0 oltre al francese Boumsong) ha previsto la cessione in comproprietà dei migliori babies bianconeri e per di più col diritto di riscatto fissato per le società rivali! Nocerino (U21) al Piacenza, Criscito al Genoa, Masiello al Siena, ecc...

Insomma. Prove certe ancora non ci sono ma certi fatti vanno sempre più verso l'ambigua direzione di una strana alleanza "Juventus-Inter" che coimportasse scudetti e giocatori all'Inter e liquidazione e risparmio alla proprietà juventina degli Elkann, che per questi giochi doveva forzatamente disfarsi di chi la Juve la rendeva forte e vincente ma al prezzo di investimenti seri che certi gruppi veteroindustraili, come evidentemente l'IFIL di Gabetti, degli Agnelli e degli stessi fratelli John e Lapo Elkann, non volevano più sobbarcarsi. Bye Bye al capro espiatorio Moggi e il gioco è fatto. La liquidazione del giocattolo Juventus, tanto amato dai grandi Agnelli ma probabilmente solo da loro, è ormai ad un passo dall'essere compiuta. Quali giustificazione troveranno gli Elkann e il loro amministratore Cobolli, infatti, alle prossime cessioni degli ultimi pezzi da 90 del serbatoio bianconero? Come giustificheranno la fuga in atto degli sponsor juventini, specie se si considera che un club con un tale bacino d'utenza ne attirerebbe di importanti persino in C2? Fin'ora solo con labili parole in controtendenza coi (non) fatti più evidenti, atti sciagurati, magari nascosti dietro la compiacenza prezzolata di media e pseudocapi-ultras. A noi tifosi e cittadini il dovere di rimanere sempre degni della nostra intelligenza senza affondare nella mediocrità degli spot in stile "semper fidelis" che sono tipici di chi vuole drogare il pubblico con la propaganda più bieca mentre lo turlupina coi fatti. La Juventus è morta, dunque, evviva la Juventus che fu.

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