
Era una giornata di fine settembre, un anno fa, quando decisi di andare a cena in un bel ristorante di Chanko-Nabe, nel quartiere di Ryogoku a Tokyo.
Guidato da un'amica giapponese, Akiyo, dal suo ragazzo Ui-chan e da altri amici, fui condotto in un bel locale accogliente dall'entrata abbastanza angusta ma dagli interni molto spaziosi ed eleganti. In cima alla nostra stanza privata c'erano molte buste vuote, confezioni regalate a rikishi ancora in attività che avevano vinto un premio in denaro al termine di un match vittorioso e che appartenevano tutti alla medesima Michinoku-beya, la scuderia appartenente al grande Kirishima.
Pasteggiavamo Chanko-Nabe ricco di pollo bollito, verdure e pesce, dunque, più altre leccornie varie, quando nella stanza entrò Jumonji per salutare i presenti e ringraziarli di aver scelto proprio quel ristorante. Già! Proprio lui! Si trattava proprio di Jumonji, l'onesto mestierante del Sumo di cui tante volte abbiamo narrato gli incontri. Classico rikishi-ascensore che primeggia alla grande tra gli Juryo ma retrocede quasi costantemente tra i Makuuchi, il buon Jumonji è da allora diventato un mio "piccolo mito", come avrete capito dal conforto che do alle sue prestazioni non proprio eccelse. Nell'occasione colsi la palla al balzo, naturalmente e assieme alla mia compagna Asuko ed a mio padre Francesco non tardai nel farmi una foto (eh già, potete notarmi dal vivo, eheheh) assieme al celebre rikishi.
Diciamo che se fosse una squadra di calcio di serie A, Jumonji potrebbe essere paragonato all'Ascoli o al Messina dell'annata 2006/2007 (cioè uno tra gli ultimi della categoria maggiore) ma la sua presenza nella foto rimane comunque un bellissimo ricordo.
Gamba-Re, Jumonji...torna presto tra i Makuuchi!
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