
Emerse clamorose rivelazioni agli inquirenti dell'investigatore privato Emanuele Cipriani, agli arresti domiciliari per il caso Telecom. La società nerazzurra ed il suo presidente non facevano pedinare solo Vieri e l'arbitro De Santis, ma anche Mutu, Jugovic e chissà quanti altri. «Il compenso per l´attività svolta mi è stato corrisposto dall´Internazionale F.C. a cui ho fatto pervenire fattura della W. C. S società estera», ha rivelato il detective. Insomma, altro che Corona e Vallettopoli...da queste parole emergono risvolti a dir poco clamorosi.
Non solo Vieri, Ronaldo e l’arbitro De Santis, dunque, ma anche Mutu e Jugovic, giocatori dell’Inter sette anni fa, vennero tenuti sotto controllo da detective privati. «Il compenso per l’attività svolta mi è stato corrisposto dall’Inter a cui ho fatto pervenire fattura della W.C.S, società estera». È quanto ha dichiarato agli inquirenti Emanuele Cipriani, titolare della società investigativa Polis d’Istinto. Cipriani, che è agli arresti domiciliari per la vicenda dei dossier illegali, ha reso queste dichiarazioni al PM Fabio Napoleone in un interrogatorio dello scorso 21 novembre. Cipriani ha spiegato al PM che si era trattato di un incarico ricevuto da Giuliano Tavaroli, l’ex capo della security di Telecom anche lui arrestato. «Mi chiese di svolgere un’attività investigativa approfondita comprensiva di pedinamenti e di rilevamenti su tutte le persone che i giocatori frequentavano nella vita privata. L´attività si è compendiata anche in appostamenti sotto casa ed in pedinamenti, oltre che nella acquisizione di informazioni delle banche dati Sdi ed Anagrafe Tributaria». Cipriani ha anche precisato di aver analizzato le società a cui i quattro calciatori «erano interessati». E sul perchè non avesse fatturato come Polis D’Istinto, Cipriani ha risposto: «Perchè nelle intenzioni dell’Inter era opportuno che l’investigazione non risultasse o comunque fosse difficilmente individuabile».
Insomma: indagini a 360°, alla ricerca chissà di cosa. L'Inter stessa dovrebbe spiegare il motivo di queste indagini perchè qui non si tratta di verificare a che ora (e magari con chi...) i giocatori andavano a letto ma qualcosa di ben più incisivo, sebbene si tratti di vicende sicuramente prescritte per quanto riguarda la giustizia sportiva. Argomenti ambigui che sollevano mille domande le quali, tuttavia, rimarranno tali per quanto riguarda l'Inter come società. Al massimo, come detto, potrebbero arrivare delle spiegazioni o delle motivazioni che servirebbero ad attenuare lo sdegno del pubblico sportivo e non solo. I verbali che riguardano Cipriani e Tavaroli, infatti, sono da tempo al vaglio dell'Ufficio Indagini che sui casi Vieri e De Santis ha già provveduto anche a diversi interrogatori. Per il giocatore la vicenda potrebbe chiudersi con una prescrizione, mentre per il dossier sull'ex arbitro toccherà a Palazzi, entro breve, decidere per il deferimento o, in caso di nuovo materiale, per un supplemento d'indagine. Su Moratti, dunque, si annunciano nuove polemiche che verranno certamente respinte al mittente, sia per il tempo che ormai è trascorso, sia perchè ormai il presidente nerazzurro è tutto concentrato a preparare i festeggiamenti per il tricolore in arrivo, ma polemiche che in ogni caso apriranno un'altra breccia dentro la cortina fumogena di "Farsopoli". Sperando tra l'altro che, alla luce dei torbidi elementi sopra elencati, lo pseudo-gentiluomo Moratti abbia il pudore di non chiamarlo ancora una volta "scudetto degli onesti". L’Inter è l’unica grande che non è stata sfiorata dalle intercettazioni, insomma, ma vediamo con attenzione chi c’era nel CdA Telecom al momento dello scandalo per avere un'idea del perchè:
- Il presidente era Marco Tronchetti Provera (azionista, tifoso e consigliere Inter);
- Il suo sostituto è stato il "moralizzatore", Guido Rossi (ex consigliere Inter nonchè colui che patteggiò la pena dell'Inter per la FIGC sul caso "Passaporti Falsi" senza comminare nemmeno un punto di penalità all'Inter);
- Il vicepresidente esecutivo è Carlo Orazio Buora (vicepresidente Inter);
- Tra i consiglieri si trova un certo Massimo Moratti (proprietario Inter, nella foto).
Il vicepresidente della Telecom nonché dell’Inter sapeva delle indagini e non ha detto niente ai nerazzurri? Ha ha ha ha ha! Si, e gli asini volano! Caterina Plateo (ex segretaria di Bove) in tal proposito conferma: «A un certo punto cominciai a nutrire perplessità circa le richieste del dottor Bove su elaborazioni dati, in particolare quelle che mi venivano fatte telefonicamente o su biglietti...per utenze che risultavano poi in contatto con personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport o di enti locali, quali il Banco di Roma (...). Con il presente report siamo a riportare quanto emerso dall'attività di intelligence attualmente in corso a carico di Massimo De Santis e della di lui coniuge, sviluppata al fine di individuare eventuali "incongruità" in particolare dal punto di vista finanziario e patrimoniale a carico del soggetto di interesse». Moratti, sull’argomento dice: “Si, l’ho commissionato io… anzi no…. Boh? Forse…..” Insomma, lo conferma in due diverse interviste, poi smentisce se stesso ma fortunatamente in giro c'è sempre meno gente che ha il coraggio di chiamarlo "Signore".
Tratto dal blog di "Corsivo79"
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