
Silvio Berlusconi è stato assolto dai giudici della seconda corte d'appello di Milano nel processo Sme. L'ex presidente del Consiglio era accusato di corruzione in atti giudiziari e la procura generale aveva chiesto una condanna a cinque anni di reclusione. Il leader di Forza Italia era accusato di due diversi capi d'imputazione per due versamenti finiti al giudice Squillante. In un caso è stato assolto "perché il fatto non sussiste", per il secondo "per non aver commesso il fatto". "Sono sereno come sempre. Sono soddisfatto di questa sentenza. E' arrivata con un ritardo di 10 anni, ma comunque è arrivata", ha commentato Berlusconi. La prima reazione a caldo, riportata dall'avvocato dell'ex premier Gaetano Pecorella, è stata invece: "Sono molto emozionato". "L'uomo che per 12 anni è stato nel mirino, accusato e insultato in mille modi era emozionato", ha commentato l'avvocato, nel riferire le parole di Berlusconi. Per il primo capo d'accusa, i 434 mila dollari che da un conto Fininvest sono finiti al giudice Squillante attraverso Cesare Previti, in primo grado Berlusconi era stato invece prosciolto per prescrizione, grazie alla concessione delle attenuanti generiche. Per il capo di imputazione sui 100 milioni di lire passati dal conto di Pietro Barilla al giudice Squillante, i giudici hanno confermato l'assoluzione come in primo grado. "Non ho mai commentato nessuna sentenza, ho sempre creduto nella giustizia, va bene così", ha detto il premier Romano Prodi, a margine del congresso del Pdci, rispondendo alla richiesta dei giornalisti di commento della sentenza.
"La sentenza di Milano, che per noi era scontata, ci rende felici ma non esultanti perché ci induce soprattutto a riflettere sui motivi di tanti anni di accuse ingiuste, di sofferenze e di fango nei confronti di Silvio Berlusconi", ha ribadito il portavoce del presidente di Forza Italia, Paolo Bonaiuti. "L'assoluzione di Berlusconi rappresenta un momento di gioia anche per Forza Italia - ha commentato il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi - Il sistema giudiziario italiano si dimostra capace, al termine di un lungo iter procedurale, di correggere e di annullare preconcetti e teoremi non suffragati dai fatti". Dello stesso tenore le osservazioni del presidente dei deputati di AN Ignazio La Russa: "Esprimo grande soddisfazione per la sentenza della magistratura che fa giustizia di quello che non a caso è stato definito dal presidente Berlusconi come un vero e proprio accanimento giudiziario". E del segretario dell'UDC, Lorenzo Cesa: "Registro una doppia soddisfazione: che Berlusconi come persona sia venuta fuori da questa lunga vicenda giudiziaria e che in Italia bisogna avere sempre fiducia nella giustizia". Ebbene, questo era l'articolo di Repubblica.it.
A quando invece, chiediamo noi, un serio interrogatorio dello stesso Prodi sulla questione Sme? A quando un chiarimento sul fatto che l'Iri, presieduto allora dall'attuale Presidente del Consiglio Romano Prodi, compartimentò la Sme con l'intento di cederla a prezzo inferiore a quello di mercato all'"amico" De Benedetti, come lo stesso vice presidente Iri dell'epoca, Pietro Armani, ha più volte affermato? Ai posteri l'ardua sentenza. O alla magistratura, se essa deciderà di mostrarsi finalmente neutrale.
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