
Il successo di "A Night at the Opera" percorre tutto il 1976 e nonostante l'iniziale poca attenzione con cui vengono trattati singoli bellissimi come "You're my Best Friend" e "Love of My Life" (accompagnati da pezzi atipici come "39", cantato da Bryan May) l'album sfonda e, trascinato dall'epocale "Bohemian Rhapsody", porta i Queen in cima alle charts inglesi prima e mondiali poi, a cui fanno ruota i già citati "You're My Best Friend" e "Love of My Life".
In estate del 1976, spinti da tanto successo, i Queen entrano in studio per registrare l'ideale seguito dell'album e danno vita a "A Day at the Races" senza l'ausilio del loro ultimo produttore, Roy Thomas Baker, ma frammentando il lavoro con alcuni concerti dal vivo utili a lanciare la loro immagine verso vette ancora nemmeno immaginate. Su tutti, il concerto di Hyde Park dove più di 150.000 persone diedero il benvenuto al gruppo che però sforò di mezz'ora il programma e non potè replicare nemmeno un bis.
"A Day at the Races" comunque (il nuovo album della band inglese prendeva spunto dal titolo di un film dei fratelli Marx, tanto che il vecchio Groucho mandò un telegramma di congratulazioni per il lancio dell'album) non sembrò essere da meno del celebre precedente e anche se il pezzo trainante dell'album "Somebody to Love" (subito n.2 nelle charts) stilisticamente non aveva niente a che vedere con "Bohemian Rhapsody" il pubblico lo premiò lo stesso con ben mezzo milione di sole prenotazioni nei negozi di musica che gli consegnarono la vetta della classifica degli album più venduti sotto il periodo natalizio grazie anche ad altri singoli bellissimi quali l'energico "Tie Your Mother Down" e il romanticissimo "You Take My Breath Away" (coadiuvati dai soliti pezzi atipici: "Drowse" è cantato da Roger Taylor e "Teo Torriatte - Let Us Cling Together" è dotato di un ritornello in lingua giapponese).
Ma il 1977 fu un anno particolarissimo nella scena del rock mondiale e britannico soprattutto perchè fu l'anno in cui, proprio per la EMI, debuttarono i Sex Pistols, cioè coloro che in breve diverranno gli esponenti maggiori del movimento Punk.
L'avvento del Punk ebbe l'effetto di un terremoto nell'universo musicale inglese tanto che in breve i più giovani fruitori di musica rock, stregati da tanta energia anarchica, vi si accostarono mollando la presa da gruppi più "vecchio stampo" quali i Queen, ostracizzati per le loro credenziali glamour dalla nuova critica musicale e dal più noto fra i suoi esponenti: Tony Stewart del "New Musical Express". Fra lui e il bizzoso Freddie Mercury, infatti, sembrava non esserci dialogo ed in breve fu consumata una rottura che avrebbe interessato i rapporti con l'intera stampa britannica.
Arrabbiati col mondo e con la stampa inglese in particolare i Queen rientrarono in studio nell'ottobre del 1977 per registrare un nuovo album, "News of the World", che grazie a pezzi leggendari come "We Will Rock You" e "We Are the Champions" e ad un tour americano di due mesi li rilanciò sulla scena mondiale tanto che il singolo "We Are the Champions", in particolare, divenne disco di platino e, di fatto, una sorta di inno di massa. Roger Taylor, per la verità, rivelerà un particolare significativo del clima che si era venuto a creare in Inghilterra: nello studio di registrazione accanto al loro i Sex Pistols stavano registrando i loro pezzi anarchici quando Sid Vicious decise di prendersi una pausa per venire a sfottere i Queen scimmiottando le movenze e la voce "poco virili" di Freddie Mercury che gli rispose con signorilità apostrofandolo ironicamente come "Signor Feroce". Ma dicevamo del glorioso tour americano; avere come gruppo spalla una band energica e già piuttosto amata come i "Thin Lizzy", dirà in seguito Bryan May, spinse i Queen a dare tutti se stessi sul palco per mostrare al mondo chi fossero. Ma il mondo, per la verità, non aveva mai smesso di osannare l'ascesa dei Queen mentre era proprio la loro patria inglese che continuava a trascurali.
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